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Revoca dell’assegno invalidità nell’INPS

In atto centinaia di procedimenti di revoca dell’assegno di invalidità nei confronti dilavoratori dipendenti dell’I.N.P.S.

Numerose segnalazioni sono pervenute allo Studio Legale Pistilli Reho & Associati  da lavoratori dipendenti dell’INPS, che hanno ricevuto un provvedimento di revoca dell’assegno di invalidità di cui erano beneficiari.

I lavoratori erano, infatti, invalidi ex art. 1 Legge 222/1984, con capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo.

La revoca dell’assegno  di invalidità é un provvedimento senz’altro lecito ogni qualvolta venga a mancare anche  uno dei requisiti previsti normativamente.

Primo fra tutti la mancanza del requisito sanitario.

Riteniamo che la condotta dell’INPS intenda combattere  l’intollerabile fenomeno dei c.d. “falsi invalidi”, da debellarsi nell’interesse di tutti i cittadini.

Tuttavia è altrettanto probabile che la revoca dell’assegno di invalidità produca l’effetto di annullare una forma di tutela fortissima, prevista dal nostro ordinamento sociale in favore dei più deboli.

Ed in particolare tale circostanza accade ogni volta che la revoca interviene anche nei confronti di chi versa in condizioni di salute seriamente compromesse.

Proprio per tale ragione stiamo attivando procedure di impugnazione dei provvedimenti di revoca dell’assegno di invalidità all’esito delle verifiche delle patologie da parte di consulenti medici di fiducia.

 La procedura di impugnazione del provvedimento di revoca dell’assegno di invalidità.

Dalla data di ricezione della revoca dell’assegno, il lavoratore ha diritto di ricorrere in via amministrativa avverso quella decisione entro 90 giorni.

La procedura amministrativa obbliga l’Ente ad una procedura di verifica medico – legale circa la sussistenza o meno del requisito sanitario.

Entro i successivi novanta giorni, quindi, è onere dell’Inps riscontrare il ricorso; in difetto di riscontro, il ricorso dovrà intendersi rigettato.

In caso di rigetto del ricorso o di mancata risposta, il lavoratore potrà agire innanzi il Tribunale competente per il ripristino dell’assegno.

Deciderà il Giudice del Lavoro, a seguito di consulenza medica , se sussistono o meno i requisiti per annullare la revoca dell’assegno di invalidità.

In caso di vittoria, l’assegno di invalidità sarà ripristino a far data dalla revoca.

In caso di rigetto del ricorso, il Giudice confermerà la revoca eventualmente condannando alle spese di lite nei confronti dell’INPS.

Per tale ragione é fondamentale la verifica prima della proposizione del ricorso dei requisiti medico – legali.

Da ultimo, ricordiamo che la procedura di ricorso amministrativo è, ora, esperibile unicamente online.

Può essere presentata a mezzo del professionista – come l’avvocato – ovvero degli enti di Patronato debitamente autorizzati.

Palazzo INPS Roma