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Precari della scuola: il risarcimento del danno non è soggetto a tassazione

Le somme percepite dal dipendente a titolo di risarcimento del danno cagionatogli dalla condotta del datore di lavoro pubblico non sono soggette a tassazione.

Principio giuridico – prima ancora che di assoluto buon senso – finalmente affermato chiaramente dalla Corte di Cassazione, sezione Tributaria che, con la sentenza n. 25472 del 12 ottobre 2018, ha messo fine ad una querelle giuridica sorta in concomitanza con le numerose pronunce di condanna del Ministero dell’Istruzione a risarcire il danno causato a centinaia di precari della scuola, per avere abusato del contratto a termine e mantenuto così molti dipendenti in uno stato di precarietà lavorativa per numerosi anni.

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Sebbene il contenzioso della reiterazione di contratti a termine non sia ancora definito, la sentenza della sezione Tributaria costituisce un traguardo assai importante: la Corte di Cassazione ha espressamente pronunciato il principio della non tassabilità con riguardo alle somme erogate ai sensi dell’art. 36 D.Lgs. 136/2001 (altrimenti noto come Testo Unico del Pubblico Impiego).

Si tratta, dunque, di un principio giuridico di notevole rilevanza – anche numerica – perché troverà applicazione in tutti i casi in cui il datore di lavoro pubblico sia condannato al risarcimento del danno, come sanzione alternativa alla conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato (vietata nell’ordinamento italiano).

L’effetto per il dipendente risarcito non è trascurabile: considerato che l’aliquota media Irpef applicata si aggira intorno al 20-25% del reddito imponibile, il principio dichiarato dalla Corte di Cassazione porterà con sé il diritto del lavoratore a trattenere quella percentuale.

Inoltre, la somma erogata a titolo di risarcimento non andrà neppure ad incidere sulla complessiva capacità contributiva del lavoratore – contribuente.

La Suprema Corte non si era mai pronunciata sulla questione in commento; la sentenza assume dunque un duplice, significativo valore: per il suo contenuto e per la sua innovatività.

E, soprattutto, delinea il trattamento giuridico dei risarcimenti del danno per abuso del precariato sotto il profilo fiscale.