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Diplomi Magistrali conseguiti prima dell’anno scolastico 2001/2002, Laurea in Scienza della Formazione, attiva il concorso… e di nuovo controversie e ricorsi.

Ricorsi scuola

La questione del valore abilitante per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, sembra non avere mai fine.

Alle spalle il contenzioso dinanzi ai Giudici Amministrativi sul diritto all’accesso alla Graduatoria Ad Esaurimento (GAE) dei diplomati magistrali prima dell’anno scolastico 2001/2002, proprio per questo il legislatore con il decreto c.d. dignità e successiva conversione in legge ha cercato di “sanare” la posizione dei docenti interessati dal contenzioso stesso.

E così si è giunti al DM del 17 ottobre 2018 denominato  “Concorso straordinario, per titoli ed esami, per il reclutamento di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno”.

Il regolamento ministeriale stabilisce che possono partecipare al concorso straordinario per l’assunzione nella scuola dell’infanzia e primaria coloro in possesso di titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di Laurea in Scienze della Formazione o Diploma Magistrale con valore di abilitazione e diploma magistrale ad indirizzo linguistico conseguiti presso gli istituti magistrali.

Ma il titolo NON basta da solo!

Il Decreto Ministeriale (il bando è prossimo all’uscita) imporrebbe ai candidati un ulteriore requisito: aver svolto, nel corso  degli  ultimi otto anni  scolastici, presso le istituzioni scolastiche STATALI almeno due annualità di servizio  specifico  rispettivamente  sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno. Il servizio a tempo determinato  è valutato ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124 (è riconosciuto anno valido quello con almeno 180 giorni di servizio).

Ricorsi scuola

Photo credit: jerrykimbrell by Pixabay

Il testo del DM limita il servizio utile unicamente a quello prestato presso la Scuola Statale.

Perciò, in base al regolamento, ogni servizio prestato al di fuori della scuola statale sarebbe inutilizzabile ai fini della partecipazione al concorso; il che, però, appare illegittimo nel caso in cui il candidato possa vantare altri servizi prestati presso diverse pubbliche amministrazioni.

Dato atto del valore abilitante del titolo (diploma magistrale / laurea in scienza della formazione), non c’è alcuna ragione per cui al servizio presso la scuola statale non sia equiparato il servizio prestato presso scuole comunali, per le quali l’accesso alla docenza è comunque subordinato a pubbliche selezioni.

Una disparità di trattamento che appare ingiustificata, e per la quale diverse organizzazioni sindacali e di categoria hanno deciso di promuovere ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (competente per il concorso nazionale).

Considerato che i docenti delle scuole comunali sono categoria rappresentata dalla UIL FPL, coloro che siano in possesso di diploma abilitante conseguito presso un istituto magistrale entro l’anno 2001/2002, ovvero altro titolo abilitante successivamente conseguito, e che possano vantare almeno due anni di servizio direttamente alle dipendenze di scuole comunali (asili nido o scuole dell’infanzia) potranno proporre ricorso al TAR al fine di chiedere di essere ammessi a partecipare al concorso.

A tal fine, chi lo desideri, potrà valutare di avvalersi, in via esclusiva pergli iscritti alla UIL FPL, ( l’iscrizione al sindacato è requisito necessario) consulenza e della difesa in giudizio dell’avv. Massimo Pistilli.

L’iniziativa è assunta dalla UIL FPL nella consapevolezza che per i lavoratori delle scuole comunali, la possibilità di poter partecipare a una procedura di ammissione alla docenza nelle scuole statali non selettiva è una opportunità probabilmente irripetibile (e pur precisando che né il nostro sindacato, né i difensori possono garantire comunque il buon esito die giudizi), per offrire un servizio di assistenza e difesa a lavoratori da noi rappresentati.

Il costo dell’attività di assistenza e difesa dinanzi il TAR del Lazio sarà di Euro 80,00 – per quanto riguarda lo studio che difenderà in esclusiva gli iscritti alla UIL FPL.