Prestazioni di lavoro occasionale. La disciplina.

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Prestazioni di lavoro occasionale. La disciplina.

Le prestazioni di lavoro occasionale sono rese in favore di un datore di lavoro ma caratterizzate proprio dall’occasionalità. Si tratta di prestazioni saltuarie e di ridotta entità.

La nota informativa prot. 516/2017 di Confcooperative Lazio Nord, trasmessaci nella durevole fattiva e reciproca collaborazione, ci fornisce lo spunto per esaminare la recente normativa.

L’INPS definisce tali prestazioni “strumenti che possono essere utilizzati dai soggetti che vogliano intraprendere attività lavorative in modo sporadico e saltuario”.

Il venir meno dello strumento del voucher ha reso necessario l’elaborazione di un sistema che applichi al lavoro occasionale il rispetto dei principi sottesi al diritto del lavoro. I due sistemi sono stati messi a confronto da Confcooperative nella scheda tecnica che si allega.

Veniamo alla disamina delle nuove prestazioni di lavoro occasionale.

Le novità in materia di lavoro della legge 21 giugno 2017 n. 96 (cd Manovrina)

La legge 21 giugno 2017 n. 96, legge di conversione della manovra correttiva di cui al D.L. 50/2017, introduce e regolamenta le prestazioni di lavoro occasionale.

La legge, entrata in vigore il 24 giugno 2017, è chiamata Manovrina  in quanto tratta le “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”.

L’art. 54 bis (Disciplina delle prestazioni occasionali. Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale) reca l’innovata disciplina in materia di prestazioni di lavoro occasionale.

In particolare, la normativa fissa i limiti sulla possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionale (€ 5.000 annui con specifiche regolamentate al comma 1). Vengono poi enunciati i diritti del prestatore: assicurazione per invalidità, vecchiaia, contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (comma 2); riposo giornaliero e settimanale (comma 3).

La piattaforma informatica INPS

Dopo aver individuato anche restrizioni e divieti sui beneficiari attivi e passivi e la disciplina dei compensi, la normativa regolamenta  gli adempimenti  per l’accesso alle prestazioni di lavoro occasionale (comma 9 e seguenti).

Gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere gli adempimenti all’interno di un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’INPS.

La “piattaforma informatica INPS” supporta le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi e di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamento elettronico.

La piattaforma INPS in sostanza offre il servizio per le prestazioni di lavoro occasionale. È online dal 10 luglio 2017.

Piattaforma INPS

Proprio attraverso la piattaforma informatica INPS l’utilizzatore, con le modalità e le tempistiche previste, comunica i dati necessari ai fini della gestione del rapporto. Al contempo il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di SMS o di posta elettronica. Il prestatore potrà, tramite il servizio online, confermare l’effettivo svolgimento della singola prestazione giornaliera entro i tre giorni successivi. In tal caso, è inibita la possibilità per l’utilizzatore di revocare la prestazione.

Manuale INPS procedura online

La violazione degli obblighi e dei limiti di applicazione delle norme sulle prestazioni di lavoro occasionale comporta sanzioni amministrative pecuniarie.

La disciplina normativa consente la possibilità per i datori di lavoro di acquisire prestazioni di lavoro occasionale attraverso due canali. La piattaforma quindi consente due distinte modalità di utilizzo: il Libretto Famiglia (LF) ed il Contratto di prestazione occasionale (CPO).

Si tratta, quindi, di due diverse tipologie di contratto di lavoro, che si differenziano in base alla tipologia stessa del datore di lavoro.

Ognuna di esse presenta specifiche caratteristiche in relazione all’oggetto della prestazione, alla misura minima dei compensi, agli obblighi di contribuzione sociale, agli adempimenti informativi verso l’INPS.

Il Libretto Famiglia (LF)

La prima tipologia di prestazioni di lavoro occasionale prevede come modalità di pagamento il Libretto Famiglia. Già la denominazione del sistema descrive la ratio di questa tipologia di prestazione, individuandone l’ambito.

Rientrano le seguenti prestazioni di lavoro occasionale:

a) piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione.

b) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità.

c) insegnamento privato supplementare.

L’utilizzatore (datore di lavoro) può acquistare attraverso la “piattaforma informatica INPS” un libretto nominativo prefinanziato. Tale libretto é appunto il  “Libretto Famiglia”.

I datori di lavoro sono, quindi, persone fisiche che non esercitano attività professionale o d’impresa.

Il LF serve proprio per il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale rese a favore dell’utilizzatore.  È composto da titoli di pagamento, con valore nominale fissato in € 10, quale compenso di attività di durata non superiore ad un’ora. Dei 10 euro, 8 costituiscono il compenso del prestatore;  1,65 la contribuzione IVS alla Gestione Separata;  0,25 il premio assicurativo INAIL,  ed 0,10 gli oneri gestionali.

Evidente che si è inteso rendere agevole la gestione delle prestazioni di lavoro occasionali rese al servizio della famiglia.

 Il Contratto di prestazione occasionale (CPO)

Al di fuori del nucleo familiare, le prestazioni di lavoro occasionale sono regolamentate dal contratto di prestazioni occasionali  introdotto dalla legge n. 96/2017.

Il CPO è rivolto a professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata. Ed inoltre é rivolto anche pubbliche amministrazione,  ONLUS, associazioni che vogliono usufruire di lavoro occasionale.  I datori di lavoro non devono avere occupato mediamente nell’ultimo anno più di cinque dipendenti a tempo indeterminato.

La normativa prevede limiti economici annui, riferiti al compenso percepito dal prestatore, a sottolineare la natura occasionale delle prestazioni. I limiti sono:

  • Per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro.
  • Per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro.
  • Compensi di importo non superiore a 2.500 euro per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.

La misura del compenso è calcolata sulla base del 75% dell’effettivo importo per alcune categorie di prestatori, favoriti per peculiari condizioni soggettive. Si tratta di:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità.
  • Giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università.
  • Persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19, DLgs 150/2015.
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, di Reddito di Inclusione, ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Sui limiti di compenso complessivo, riferiti a ciascun singolo prestatore, da considerarsi nel loro valore nominale è opportuno riferirsi alla recente Circolare INPS 107/2017.

Obblighi, diritti e doveri nelle prestazioni di lavoro occasionale

La normativa sottolinea un divieto che appare come evidente segnale di voler disciplinare il lavoro occasionale impendendone abusi. Non può effettuare prestazioni di lavoro occasionale il lavoratore con cui l’utilizzatore negli ultimi sei mesi abbia avuto un rapporto di lavoro subordinato. Ed anzi, la legge esclude anche le ipotesi di trasformazione di recenti contratti  di collaborazione coordinata e continuativa.

Si ravvisa quindi l’intento del Legislatore di incentivare e normare il lavoro occasionale, senza consentire l’elusione della disciplina a tutela del lavoratore subordinato.

Il prestatore ha diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla Gestione Separata, e all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

La disciplina del compenso richiama la genericità dei contratti collettivi. Il compenso orario non può mai essere inferiore a 9 euro l’ora, salvi i diversi limiti previsti per il settore agricolo, Il compenso giornaliero del prestatore non può essere inferiore ad € 36 euro. Evidente, quindi, che è stato apposto un limite minimo di 4 ore lavorative giornaliere.

Al compenso spettante al prestatore si applicano alcuni oneri a carico dell’utilizzatore. Si applica la contribuzione alla Gestione Separata, nella misura del 33%. La quota premio dell’assicurazione INAIL è pari  al 3,5%. Sui versamenti complessivi effettuati dall’utilizzatore è trattenuto dall’INPS l’onere di gestione nella misura dell’1%.

È stato disposto il divieto per l’utilizzo del CPO per le imprese del settore agricolo, salvo riserve di cui al comma 8, art. 54 bis, legge 96/2017. Analogo divieto per le imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere.

Ma di interesse al fine di non incorrere in violazioni sanzionate, è vietato ricorrere al CPO nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Le prestazioni di lavoro occasionale. Imprese del settore agricolo.

Le imprese del settore agricolo possono ricorrere al contratto di prestazioni occasionali impiegando esclusivamente alcune categorie di lavoratori.  I lavoratori non devono essere stati iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Le categorie ammesse sono:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • studenti con meno di 25 anni di età;
  • persone disoccupate, ai sensi del DLgs 150/2015, ovvero che abbiano presentato all’ ANPAL la Dichiarazione di Immediata Disponibilità;
  • percettori di prestazioni integrative del salario, di REI o SIA ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Nel settore agricolo il compenso minimo viene determinato avendo come riferimento il contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale. Anche in tale settore vige l’obbligo del compneso giornaliero minimo pari a quattro ore lavorative.

La durata della prestazione non può superare i tre giorni. L’elemento della saltuarietà nel settore agricolo è di maggiore evidenza.

Le prestazioni di lavoro occasionale. Pubbliche amministrazioni.

Le pubbliche amministrazioni possono utilizzare il CPO indipendentemente dal numero di dipendenti.

I limiti circa le prestazioni di lavoro occasionale però sono più stringenti nell’individuazione delle aree di utilizzo. Le PA possono ricorrere a prestazioni di lavoro esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali e per attività specifiche previste dalla legge. Ed in particolare:

  • Nell’ambito di progetti speciali rivolti a soggetti in stato di povertà, disabilità, detenzione, tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali.
  • Per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi.
  • Nell’ambito di attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici e/o associazioni di volontariato.
  • Per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli.
Il regime sanzionatorio.

Il comma 20 del predetto art. 54 bis precisa le sanzioni che seguono al mancato rispetto della normativa.

Al superamento del limite di corrispettivo di € 2.500 percepibili dal prestatore da parte di un solo utilizzatore o del tetto di 280 ore annue, il rapporto si trasforma in contratto a tempo pieno ed indeterminato. Deroghe per il settore agricolo dove la durata massima nell’anno civile è data dal rapporto tra € 2.500 e la retribuzione oraria definita dalla contrattazione collettiva.

La trasformazione del rapporto non si applica per le pubbliche amministrazioni. Evidente la ragione, che trova il fondamento nel limite costituzionale dell’accesso al lavoro pubblico a mezzo di concorso pubblico.

Il mancato ottemperamento ad obbligo di comunicazione o la violazione di divieti imposti dalla normativa comporta una sanzione amministrativa tra € 500 ed € 2.500.

Il nostro Studio Legale sin dai primi anni di attività si é distinto nel fornire strumenti per combattere ogni abuso a danno dei lavoratori. Storiche le sentenze a tutela dei precari, destinatari di abuso di contratti a tempo determinato.

Ciò non toglie che vi siano reali esigenze di rapporti di lavoro occasionale, esigenze tanto del datore quanto del prestatore. Tali esigenze meritano la più ampia tutela, a rispetto dei diritti del lavoratore anche sotto il profilo contributivo.

Solo il tempo consentirà di vedere se effettivamente la normativa sarà utilizzata a tutela del lavoro occasionale, contro il lavoro nero e l’evasione contributiva. La previsione della trasformazione del rapporto in contratto a tempo pieno ed indeterminato  pare strumento per frenare l’abuso. Ma riuscirà davvero a frenarlo?

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