Pistilli e Associati > Scuola  > L’ indennità di amministrazione è dovuta anche in caso di contratti brevi e saltuari

L’ indennità di amministrazione è dovuta anche in caso di contratti brevi e saltuari

indennità di amministrazione

L’ indennità di amministrazione è dovuta anche in caso di contratti brevi e saltuari, anche nel caso della retribuzione di personale ATA e amministrativo scolastico.

Ma andiamo per ordine: l’ indennità di amministrazione di cui all’art. 34, comma 2, lett. b, del CCNL 16 maggio 1995, fa parte del trattamento accessorio retributivo del personale amministrativo e ausiliario scolastico.

Riconosciuta con il codice 667 sul portale Noipa, deve essere corrisposta anche nel caso di prestazioni brevi e saltuarie, dunque con sporadica contrattualizzazione. Questa distinzione nell’esecuzione della prestazione, infatti, non può in alcun modo incidere sulle voci retributive riconosciute ai lavoratori, che non possono essere discriminati sulla base della tipologia contrattuale che li lega al datore di lavoro.

Questa è ormai la posizione assunta delle più illustri istituzioni dell’UE, che hanno più volte ribadito l’illegittimità del trattamento discriminatorio posto in essere dall’amministrazione italiana nei confronti dei lavoratori precari.

L’indicazione é stata recentemente recepita dalla giurisprudenza italiana più autorevole, che ha provveduto ad allinearsi con quanto stabilito dalla Corte di giustizia, nonché dallo stesso parlamento europeo.

Infatti, la recente ordinanza  n.20015 del 27 luglio 2018 della Sezione Lavoro della Suprema Corte (di cui abbiamo parlato in un precedente articolo), in tema di retribuzione dovuta ai docenti con prestazioni brevi e saltuarie, ha stabilito che  la temporaneità del contratto non incide sulle voci stipendiali dovute al lavoratore le quali, al contrario debbono essere corrisposte in egual misura a tutto il personale a prescindere dal rapporto contrattuale che lo lega al datore di lavoro e comunque solo in presenza di ragioni oggettive che ne giustifichino  la disparità.

indennità di amministrazione

Photo credit: Jerrykimbrell by pixabay

Il programma Noipa, invece, sembrerebbe non inserire l’emolumento dovuto, e dunque la retribuzione elaborata risulta pregiudizievole per i lavoratori precarizzati.

Con l’ordinanza citata la Corte di Cassazione ha definitivamente stabilito l’illegittimità del comportamento perpetrato per anni dal MIUR, creando un precedente giurisprudenziale per l’accoglimento delle richieste per posizioni analoghe, quali quelle che alle volte possono ravvisarsi per il personale ATA e amministrativo scolastico.

L’analogia con l’indennità di amministrazione deve essere analizzata nel caso concreto nella tipologia contrattuale applicata al lavoratore. Se questa risulta essere saltuaria, temporanea, e/o breve (in pratica in tutte le ipotesi di lavoro precario) il trattamento retributivo corrisposto non potrà essere deteriore rispetto a quello percepito dai lavoratori con contratto a tempo indeterminato, per il solo fatto che il rapporto di lavoro sia temporaneo.

Tutti il personale ATA e amministrativo che ha prestato servizio con supplenze temporanee e saltuarie, dunque, avrà diritto a vedersi riconosciuta la denegata indennità di amministrazione attraverso i nostri legali altamente specializzati nel settore scolastico.

Per la verifica dei requisiti per la presentazione del ricorso innanzi al Tribunale competente, clicca su questo link.