CANE IN VACANZA. COSA DICE LA LEGGE

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CANE IN VACANZA. COSA DICE LA LEGGE

Cane in vacanza
Cane in vacanza

Cane in vacanza

Oggi dedichiamo la nostra pagina al nostro amico cane in vacanza.

Una breve panoramica sulle normative nazionali, europee e internazionali sui viaggi con il cane, per poter pianificare al meglio la vacanza con il nostro Fido.

Cane in vacanza…. i documenti se si resta in Italia

Se la nostra vacanza resta entro i confini italiani, vige la normativa generale per i possessori di animali domestici.

Dal 2005 il proprietario di un cane “ha l’obbligo di identificarlo con microchip e iscriverlo all’anagrafe canina”. In vacanza occorre portare  il libretto sanitario dell’animale domestico. Per i cani é obbligatoria nel libretto  l’indicazione del numero identificativo del microchip.

Il cane in vacanza deve essere in regola con le vaccinazioni previste dalla normativa italiana. In vacanza l’adempimento a tali obblighi può essere oggetto di controllo anche da parte delle strutture recettive.

Attualmente in Italia sono obbligatori quattro vaccini per i cani: parvovirosi, cimurro, epatite, leptospirosi.

In Italia non è più obbligatorio il vaccino contro la rabbia, fino al 2013 obbligatorio in alcune Regioni (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto).

Alcune strutture recettive richiedono anche il certificato di buona salute e di avvenuta profilassi da parassiti interni ed esterni. La richiesta é giustificata dall’obbligo anche per l’abergatore di tutelare la salute degli altri ospiti, umani o animali.

Al di là, quindi, della buona norma di effettuare tali procedure, la certificazione costituisce una prova per il proprietario di aver prevenuto e non arrecato ogni eventuale danno.

  …e se andiamo all’estero?

Più complessa la normativa per il cane in vacanza all’estero , a seconda delle specifiche sanitarie.

Il cane che viaggia con il proprietario in Paesi UE deve essere munito di Passaporto per animali.

Il Passaporto per animali in Italia è rilasciato dai servizi veterinari dell’Azienda sanitaria locale su richiesta del proprietario. Viene annotato l’identificativo del microchip.

Ma, a deroga di quanto attualmente previsto se si resta in Italia, per il passaporto europeo è obbligatoria la vaccinazione antirabbica. Da rinnovarsi con ogni richiamo annuale del vaccino. Uitle anche all’estero il certificato di buona salute, in lingua inglese o del Paese di destinazione.

Se Fido viaggia con noi in Paesi extra UE deve essere in possesso di  Certificato di espatrio per gli altri Paesi esteri.

Per andare in Paesi extra UE è sempre opportuno chiedere le direttive ai Consolati o Ambasciate di destinazione.

Per l’ingresso in diversi Paesi (Nuova Zelanda, Giappone, …), è necessario un prelievo di sangue per la valutazione del titolo anticorpale della rabbia. Stessa procedura da effettuarsi per il rientro in Italia da Paesi Terzi non compresi nell’Annesso II del Reg. CE 577/2013.

Consigliamo di verificare le specifiche indicazioni sul portale del Ministero della Salute

Sito Ministero della Salute – viaggiare con animali

 Il cane in vacanza: il viaggio sui mezzi pubblici….

Per godersi appieno la vacanza con l’amico a quattro zampe, è opportuno verificare la normativa in materia di trasporti pubblici.

Il mezzo pubblico non può vietare il trasporto del nostro amico, salva richiesta di pagamento del prezzo del biglietto. Sono esclusi dal pagamento o eventuali divieti i cani di utilità, per non vedenti o per soccorso pubblico.

Le condizioni di viaggio del vettore possono prevedere l’uso di museruola e guinzaglio, ovvero di trasportino se piccola taglia. Possono inoltre prevedere orari in cui, per sovraffollamento, non è possibile portare con sé animali domestici (soprattutto servizi di trasporto urbano). Allo stesso modo possono variare le condizioni di trasporto di animali per i taxi. Si consiglia, quindi, di precisare alla compagnia di taxi alla richiesta la compagnia di un animale.

Fondamentale, pertanto, verificare le condizioni generali di trasporto del vettore o compagnia di viaggio (aerea, di navigazione, ferroviaria). Le condizioni di trasporto sono parte del contratto di trasporto, pena l’inadempimento del passeggero ed il rischio di sanzioni pecuniarie.

Abbiamo apprezzato che ora molte compagnie aeree consentano la compagnia del cane in vacanza anche in cabina. Certamente il viaggio in aereo sarà più piacevole!

La normativa generale e speciale prevede che, come in albergo, anche sul mezzo pubblico il nostro amico non debba arrecare disturbo (oggettivo!) agli altri passeggeri.

… e in automobile

Il codice della strada, invece, regolamenta, il cane in vacanza con l’automobile. L’art. 169 C.d.s. , a garanzia della guida sicura, prevede al sesto comma “… è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.

Il cane non deve essere lasciato incostudito in macchina, tanto in estate quanto in inverno. La Corte di Cassazione ha condannato ai sensi dell’art. 727 c.p. i proprietari di un beagle che era rimasto per troppo tempo solo in macchina. Durante il viaggio, se lungo, il cane deve poter bene e passeggiare, proprio per eviatare danni alla salute arrecati da incuria.

La struttura ricettiva.

Fondamentale nell’organizzazione del viaggio, però, è verificare i regolamenti della struttura di destinazione.

La clausola “Animali ammessi”, con distinzione semmai “di piccola taglia” è la prima verifica sulla struttura recettiva.

Alberghi, campeggi, appartamenti o case vacanze possono legittimamente rifiutare l’ospitalità agli animali domestici. È un diritto dell’esercente porre tale limitazione all’ospitalità, diritto insindacabile.

Può essere dubbio a nostro giudizio che l’esercente stesso possa derogare la clausola sull’accesso agli animali. Altri ospiti potrebbero aver ritenuto l’assenza di animali un requisito fondamentale nella scelta della struttura. Ed infatti la precisazione di “animali non ammessi” può ritenersi una “offerta al pubblico” ai sensi dell’art. 1336 codice civile per cui l’utente può preferire tale categoria rispetto ad altre. Ad esempio per proprie patologie quali gravi allergie a peli di animali, ovvero per fobie da trauma.

Con il cane in vacanza, quindi, la destinazione deve essere una struttura recettiva in cui sono ammessi animali della taglia del nostro amico.

 Il cane  in vacanza: giochi e passeggiate.

Come a casa così in vacanza, vige la regola della responsabilità del proprietario per i danni provocati a terzi. L’art. 2052 codice civile prevede che “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”.

Si tratta di responsabilità oggettiva, nel senso che il proprietario risponde dei danni provocati da Fido, a meno che non dipendi da caso fortuito. E così anche per il cane in  vacanza con noi.

Il proprietario, quindi, risponde dei danni arrecati dall’animale, per cui si raccomanda la sorveglianza e l’uso se necessario di guinzaglio. Anche in vacanza, vige il rispetto di norme specifiche durante la “passeggiatina”,  stante le normative sulla raccolta degli bisognini.

Un regolamento comunale che introduceva il divieto generalizzato di circolazione dei cani in aree pubbliche é stato ritenuto illegittimo. Ci potrebbe, però, essere preclusa la visita di alcune aree con Fido, o il vincolo di guinzaglio, a salvaguardia di altre specie. Prima quindi di programmare una passeggiata con il nostro amico in un bosco o in una spiaggia  é opportuno verificarne il Regolamento.

Ogni Comune, infine, ha un proprio Regolamento per la tutela degli animali che disciplina tra l’altro l’accesso nei locali pubblici, quali bar  e ristoranti. Se il Regolamento non vieta e se l’esercente non ha esposto apposito cartello di divieto, il nostro animale domestico può entrare.

La normativa nazionale prevede che non può essere ostacolato l’accesso in locali o mezzi pubblici dei cani da guida per ciechi.

 E se i nostri animali restano in città?

Alcuni ragguagli giuridici per chi proprio non può portare con sé il cane in vacanza.

Una possibilità è ricorrere alle pensioni per animali per la custodia e cura dell’animale che resta in città.

Anche qui la normativa prevede che la struttura abbia degli specifici requisiti, in primis le autorizzazioni sanitarie. La normativa nazionale e locale è a tutela degli animali, ma anche della salute collettiva.

Il nostro cane dovrà soggiornare in un box di almeno 4 mq con un’area coperta  per la cuccia, dotato di sistema automatico di abbeveraggio.

Allo stesso modo ogni struttura deve avere uno spazio al chiuso ed uno all’aperto per il gioco e la passeggiata.

Sempre più diffusa, in alternativa, la figura del dogsitter, persona che si prende cura del nostro amico presso il proprio domicilio.

Il dogsitter è responsabile, in solido con il proprietario, per i danni arrecati a terzi dall’animale affidatogli.

Nel momento in cui il petsitter effettua l’attività in cambio di un corrispettivo, si instaura un vero e proprio rapporto contrattuale, rispettoso delle normative fiscali e contributive. Solitamente tale professione viene svolta come lavoro accessorio.

Sempre più diffusi i corsi professionali di tecnico dogsitter, anche riconosciuti dalla competente Federazione Italiana Sport Cinofili. I corsi  forniscono le competenze per la professione di dogsitter, dogwalker, dog-daycare .

Pensione o dogitter che sia, l’animale deve essere custodito con la diligenza del buon padre di famiglia.

L’affidatario è responsabile nei confronti del proprietario della cura e del benessere dell’animale. Il proprietario deve essere informato di ogni problema di salute del proprio animale. La Suprema Corte ha stabilito che il custode dell’animale é responsabile anche dello stato psicologico; corre obbligo di informazione anche della depressione da nostalgia.

Il custode dell’animale con proprietario in vacanza é responsabile anche ai sensi dell’art. 1766 codice civile per i danni subiti dall’animale stesso. Senza escludere eventuali responsabilità penali.

L’abbandono degli animali domestici.

A scanso di ogni equivoco, ricordiamo che l’abbandono dei cani e gatti domestici è un reato.

Questo triste fenomeno soprattutto estivo non è solo una violazione di leggi etiche e morali, ma è proprio un REATO!

L’art. 727 del codice penale così recita “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.”

Ed il concetto di abbandono di animale domestico in giurisprudenza é molto ampio. Il Tribunale di Arezzo ha condannato per abbandono un uomo che è andato in vacanza lasciando solo a casa il cane. Non è bastato che avesse acqua e cibo (comunque non a sufficienza): il cane era comunque solo e senza cure.

La Corte di Cassazione ha ritenuto che integri abbandono dell’animale domestico anche una condotta di trascuratezza, disinteresse e mancanza di attenzione.

Il codice penale, inoltre, punisce anche chi detiene animali domestici in condizioni che contrastano con la natura e generano sofferenze.

È stata la legge 189/2004 a introdurre i delitti contro il sentimento per gli animali, a tutela degli stessi amici a quattro zampe prima che degli amanti degli animali.

È stato così  introdotto i delitti di uccisione di animali (articolo 544 bis) per cui “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”.

Il maltrattamento e l’uccisione di animali sono reati. L’abbandono di animali domestici è un reato.

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Buone vacanze, in ogni caso,  con i Vostri amici a quattro zampe.

Avv. Stefania Reho

(in foto Tequila, il mio “cane in vacanza”)

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