Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sulle GAE per i diplomati magistrale.

Pistilli e Associati > Diritto amministrativo  > Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sulle GAE per i diplomati magistrale.

Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sulle GAE per i diplomati magistrale.

Pubblichiamo la comunicazione già inviata ai nostri Clienti nei giorni scorsi a commento della Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sulle GAE per i diplomati magistrale.

“Siamo a comunicare, come avrete già appreso, l’esito negativo della sentenza pronunciata dalla Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato – un provvedimento a lungo atteso.

Inutile nascondere una certa sorpresa alla lettura della pronuncia; spazzate via le aspettative che si erano riposte nel Giudice Amministrativo, un cambio repentino di orientamento, sorprendente quanto involuto.

Una battaglia di principi che noi per primi non intendiamo rinnegare, proprio perché battaglia – fondata su pronunce giurisprudenziali favorevoli – di inclusione, nel senso che allargavano la platea dei candidati al lavoro nella scuola, ed è nostro opinione che includere sia sempre preferibile ad escludere.

I diplomi magistrali quantunque conseguiti prima del 2001/2002 non consentono, da oggi, ai titolari di accedere legittimamente nelle GAE e di stipulare dunque contratti a tempo indeterminato.

Siamo consapevoli del senso di frustrazione ed ingiustizia che pervade ciascuno di voi, dinanzi al venir meno di quello che sembrava legittimo e non in forza di teoremi dottrinali o elucubrazioni teoriche, ma proprio (e qui + il paradosso) perché suffragato da sentenze pronunciate e reiterate con chiarezza e convinta motivazione proprio dal Consiglio di Stato.

Questo è il sistema, il nostro Ordinamento; eravamo consapevoli da sempre che ciò sarebbe potuto accadere, ma non ritenevamo probabile che il Consiglio di Stato sconfessasse se stesso.

È tuttavia innegabile che quanto scritto il 20 novembre 2017 nella motivazione del provvedimento, proprio per la solennità e per il tono letterale scelto sia una pagina che rimarrà della storia del diritto italiano, ferita che non rimarginerà facilmente.

Stiamo in queste ore esaminando il testo della sentenza, per comprendere se e quali aspetti di contrasto con il Diritto dell’Unione Europea o la Carta Europea dei Diritti dell’Uomo siano ravvisabili, e se sufficienti ad immaginare un percorso che possa rimettere in discussione quello che ormai si prefigura come un futuro orientamento stabile del Giudice Amministrativo.

Siamo consapevoli che la domanda che accompagna la lettura di queste righe è pressoché la stessa per tutti, e riguarda il futuro, cosa si possa ancora fare, ammesso che sia possibile.

Ma come è nostro protocollo, mentre non spargiamo inutili e fugaci speranze, indichiamo possibili vie da seguire soltanto quando quei percorsi appaiono avere un qualche fondamento.

Peraltro, se è per certo legittimo che Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ridisegni lo scenario dei diplomi abilitanti, lo è assai meno assumere in quel giudizio amministrativo informazioni dal Ministero (che in un processo è una parte senza alcun diritto maggiore delle altre) sugli effetti che eventuali sentenze produrrebbero (considerato che tale preoccupazione sarebbe palesemente estranea alla sfera della giurisdizione, essendo del tutto palesemente una preoccupazione “politica”)..

D’altra parte, mentre siamo per primi consapevoli dell’esigenza di dover sempre essere disponibili ad accettare le decisioni della Giurisdizione, crediamo di avere al tempo stesso rispettato i lavoratori, non soltanto non inducendo illusioni prive di fondamento, ma condividendo la loro battaglia fino al punto di subordinare il pagamento dei nostri compensi all’effettivo raggiungimento del risultato e limitandoci a chiedere il mero rimborso delle spese.

Preghiamo coloro che ci hanno dato fiducia, di avere lo stesso rispetto di se stessi, evitando ora di dar troppo facile credito a chi – meri professionisti online – possa spargere suggestioni di rimedi senza il necessario approfondimento.

Ricordiamo che la pronuncia del Consiglio di Stato non riguarda in alcun modo il valore abilitante dei diversi titoli di studio in relazione alla iscrizione nella seconda fascia delle graduatorie di istituto; quei contenziosi proseguono senza alcuna significativa variazione.

Per quanto riguarda i contenziosi per l’accesso alle GAE, è evidente che la pronuncia, e il successivo atteso consolidamento, al netto di possibili ricorsi a giurisdizioni europee in corso di valutazione, suggeriscono di indicare che gli esiti che devono attendersi sono negativi; ed è dunque inutile discettare dell’eventuali persistente efficacia di provvedimenti cautelari che sarebbero comunque destinati ad esser con ogni probabilità caducati nelle inevitabili, successive fasi di merito.

Ringraziando tutti comunque per la fiducia accordata, con l’occasione porgiamo i migliori auguri per il prossimo Natale e il nuovo anno.

Avv. Massimo Pistilli

Studio Legale Pistilli Reho & Associati”

Aggiorneremo i nostri Clienti all’esito dei singoli giudizi, anche relativi a quelli per l’inserimento in seconda fascia, non interessati dalla sentenza della Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.

testo della sentenza